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Tutti al mare senza stress

Scritto da in Viaggi, Hobbies&Tempo Libero

Tutti al mare senza stress

Finalmente siamo arrivati al mare, l’acqua è fresca ed è un ambiente perfetto per giocare coi più piccoli. Ma il nostro entusiasmo scema quando il bambino si rifiuta di seguirci fra le onde. I dubbi ci assalgono: “Forse è ancora troppo piccolo? Dove stiamo sbagliando? «Non c’è un’età fissa – spiega Valeria Bolognesi, istruttrice presso Torino Nuoto –  per avvicinare il bambino all’acqua. Certo, se l’acqua è troppo fredda è a discrezione del buon senso del genitore non far fare il bagno al bimbo. Un’alternativa per far giocare comunque il bambino con il mare è quella di comprare un canottino, metterci dentro dell’acqua di mare e lasciarlo al sole così che si scaldi. È molto importante lavare bene il bimbo dopo i bagnetti nell’acqua salata con abbondante acqua dolce e di mettere subito un costumino asciutto».

Quali accortezze bisogna usare per non creare traumi?

Come ho detto prima sicuramente la temperatura dell’acqua è un fattore importante da considerare, poi consiglio di entrare in acqua col bimbo girato verso il mare, quindi con la sua schiena contro il vostro petto così che possa avere tutto sotto controllo e abituarsi al nuovo ambiente. L’ingresso in acqua deve avvenire in modo graduale, non abbiate fretta! Cercate di mantenere sempre un atteggiamento rilassato, magari evitando di passare il bambino da una persona a un’altra, o fare troppe urla di gioia. Non usate troppi giochi, specialmente nella fase di ambientamento così che il bimbo non riceva troppi stimoli che possono solo stressarlo. Crescendo, magari da quando iniziano a camminare, può capitare che la sabbia che “nasconde” i piedi possa spaventare, quindi suggerisco di giocare molto a nascondino con la sabbia in modo da trasformare la paura in gioco.

Che giochi si possono fare per avvicinare i bambini più piccoli all’acqua?

Le formine di sabbia possono sempre aiutare, così come scavare delle buche, rincorrere o scappare dalle onde nel caso di bimbi che già camminino.

Meglio braccioli o salvagente?

Né  uno né l’altro in realtà. I braccioli insegnano la posizione sbagliata e se il bimbo non è in grado di muovere i piedi rischia di bere moltissima acqua. Il salvagente è pericoloso, rischia di ribaltarsi e, anche lui, non insegna la posizione corretta. L’attrezzo che noi in piscina consigliamo ai genitori è un tubo collegato a un connettore con due buchi. In questo “motoscafo”, come lo chiamiamo noi,  il bimbo è al sicuro, acquisterà una posizione corretta che lo spingerà a muovere i piedini. Consiglio una specie di ciambella fatta a mezza luna e con supporto per il pancino per i neonati, dal primo mese al quarto.

Se un bambino ha paura dell’acqua come è possibile farlo entrare in mare?

L’uso di un canottino con l’acqua dentro da tenere vicino l’ombrellone sicuramente può essere un ottimo inizio. Sconsiglio per esperienza il costringere i bambini. Se sono piccoli e ancora non camminano avvicinatevi all’acqua piano piano sempre facendo vedere loro il mare, quindi girati con la loro schiena sul vostro petto. Piuttosto camminate, prendetevi molto tempo e abbiate molta pazienza. Per i più grandicelli i giochi in riva al mare sono un ottimo escamotage, sempre avendo l’accortezza di evitare schizzi sul viso o lanci in acqua. Piuttosto prendete un annaffiatoio e giocate a lavarvi le mani, i piedi, il pancino…così intanto il bimbo entra in contatto con l’acqua. Poi consiglio un corso di nuoto o di acquaticità così da riuscire a trasformare un bagno in mare o in piscina in una splendida esperienza.

Autore

Alessandra Iannello

Alessandra Iannello: giornalista milanese e mamma di tre ragazzi, Antonio, Andrea ed Enrico, e nonna della piccola Giulia. Da sempre si occupa di lifestyle e, in particolare, di moda bambino. Oggi è corrispondente per Il Messaggero e Il Mattino, contributor per Cosmopolitan e direttore di Pubblico. Ianny's Eyes è il suo giornale online attivo dal 2013.